Gualtieri ed Antonio Ligabue, un paese ed un artista che s’incontrano e si fondono, evocando inevitabilmente visioni di bellezza e di arte: GUALTIERI è un capolavoro dell’urbanistica e dell’architettura del tardo cinquecento, per opera della Famiglia Bentivoglio, ed Antonio Ligabue, grande pittore del novecento, un genio tormentato ed affamato di amore, che ci ha lasciato capolavori pieni di umanità e profonda spiritualità.
 
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Settembre 2016
 
 
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Piazza Bentivoglio
 
GUALTIERI è un piccolo borgo della bassa reggiana di origine medievale ed è inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”. L’abitato è situato a ridosso dell’argine maestro del Po, dal quale dista meno di due chilometri e, nei secoli, ha subìto la tragedia delle alluvioni, l’ultima nel 1951, che è stata catastrofica.
Malgrado questo, il borgo ha conservato uno spettacolare spazio, la rinascimentale Piazza Bentivoglio, considerata una delle più belle piazze d’Italia. L’opera fu realizzata tra il 1580 ed il 1610 dall’architetto Giovan Battista Aleotti (detto l’Argenta) su commissione della Famiglia Bentivoglio, Cornelio e suo figlio Ippolito, iniziatori di una grandiosa opera di bonifica che ha recuperato dalla palude la pianura reggiana, le cui strutture sono ancora valide ed efficienti. La bella piazza è un quadrato di 100 metri per lato, delimitata da 69 arcate su tre lati, mentre sul quarto si erge l’imponente Palazzo Bentivoglio. L’esterno dell’edificio, di forma sobria ed austera in mattone nudo, presenta una doppia fila di finestre ed un ingresso a tre archi.
 
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Palazzo Bentivoglio Sala di Giove
 
l suo interno il palazzo ospita, nella Sala di Giove, il Museo Documentario e Centro Studi Antonio Ligabue, dedicato alle opere del celebre pittore del novecento, che nacque a Zurigo, ma visse, dipinse e morì proprio a Gualtieri. Il Museo raccoglie materiale bibliografico ed iconografico del pittore, fotografie, incisioni, stampe che celebrano la sua figura, illustrano il suo percorso artistico e dà la possibilità di visionare filmati originali sull’artista.
 
 
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Salone dei Giganti – Mostra di Antonio Ligabue
 
Nel grandioso Salone dei Giganti, affrescato nella prima metà del seicento con scene tratte dalla Gerusalemme Liberata, di Torquato Tasso, realizziamo il desiderio di questo nostro viaggio: visitare una mostra di oltre 100 opere di ANTONIO LIGABUE, tra cui 80 dipinti, 15 disegni, incisioni e sculture di bronzo e terracotta. Ammirando le sue opere, cariche di umanità e poesia, si coglie la necessità dell’artista di placare, anche se per poco, il suo animo sofferente.
 
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Salone dei Giganti – Mostra di Antonio Ligabue
 
Nei suoi quadri, con colori aggressivi, trasforma gli incubi in incantate visioni, popolate da belve feroci. Sentiva gli animali come compagni, li comprendeva e li amava e ad essi voleva somigliare. Nei tanti autoritratti si percepisce il suo disperato desiderio di ritrovare se stesso, di essere guardato ed amato da un mondo che da sempre lo ha emarginato e deriso. Dalle finestre del salone si ha una spettacolare vista sulla Piazza Bentivoglio. 
 
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Cappella Gentilizia Sala di Icaro
 
La Cappella Gentilizia è coperta da un soffitto a volta, al centro del quale si trova un affresco di forma ottagonale ed intorno è ricca di stucchi raffiguranti putti, volute, festoni di frutta e angioletti. La Sala di Icaro è affrescata con dodici scene della fondazione di Roma ed ospita, in esposizione permanente, la “Donazione Umberto Tirelli”. Il grande sarto teatrale, nativo di Gualtieri, donò al suo paese la collezione di quadri e disegni del suo “museo privato” ed anche due splendidi esemplari della sua produzione sartoriale. 
 
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Sala dei Falegnami Collegiata di Santa Maria della Neve
 
La Sala dei Falegnami, situata al piano terra, così chiamata per la presenza, in passato, di una falegnameria è ora adibita ad esposizioni e conferenze. Delle ricche decorazioni di questa sala resta unicamente la “Buona Fama” un angelo femminile dipinto sul soffitto da Sisto Badalocchio.
Usciti dal palazzo, si accede alla scenografica piazza dove, a sinistra, si erge la Collegiata di Santa Maria della Neve, progettata dall’Argenta nel 1599 e realizzata nel 1660. La facciata è sormontata da cinque guglie piramidali e da un timpano ornato da un bassorilievo. Al suo interno si conserva un prezioso Fonte Battesimale del cinquecento e un pregevole dipinto di Carlo Bonomi. Inoltre, sulla lesena destra, è ancora visibile la targa con il livello raggiunto dalle acque del Po nel 1951. 
 
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Palazzo Comunale Portici
 
Di fronte alla Chiesa c’è il Palazzo Comunale, il primo edificio eretto dal 1580 come sede delle attività comunali e della sicurezza pubblica. Accanto al Comune, al n. 24, sotto i portici c’è l’attuale “Caffè Roma”, ma ai tempi di Ligabue era il negozio del barbiere, dove lui si recava per il servizio gratuito di barberia e per scaldarsi d’inverno accanto ad una stufa. 
 
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Torre Civica Via V. Emanuele II
 
Sul lato di fronte al Palazzo Bentivoglio è situata la Torre Civica (o Torre dell’Orologio) eretta tra il 1599 ed il 1602 su pianta quadrangolare, che si eleva con una elegantissima forma a “cannocchiale”.
Attraverso il grande arco della torre si entra in Via V. Emanuele II, la quale unisce la Gualtieri nuova dei Bentivoglio con il vecchio centro medievale. Su questa via si incontrano diversi edifici collegati alla vita di Antonio Ligabue. Al n. 17 il negozio dell’ortolano Pippo, dove l’artista andava a comprare la verdura per i suoi conigli e chiedeva di pagare con le tele, ma l’ortolano pretendeva solo moneta sonante, dei suoi quadri non sapeva cosa farne. Al n. 27 la casa del Maestro Gasparini, il quale comprava le tele rifiutate dall’ortolano ed altri capolavori dell’artista. Il maestro ospitava sempre benevolmente Antonio Ligabue nella sua casa ed il pittore elesse la stessa come “galleria personale” portandovi i suoi quadri e le persone interessate ai suoi lavori. 
 
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Ospedale “Felice Carri”
 
Al n. 63 è situato l’ex Ospedale “Felice Carri”, fondato nel 1795 come ricovero per i poveri ed ospedale, oggi è una casa protetta per anziani. Il Carri fu sempre la residenza ufficiale di Antonio Ligabue, a parte una parentesi di due anni (dal 1962 al 1964) quando abitò a Guastalla. In questo ospedale Antonio Ligabue morì il 27 maggio del 1965 e venne sepolto nel cimitero di Gualtieri. Sulla sua lapide spicca la maschera di bronzo dell’artista, realizzata dall’amico e scultore Andrea Mozzali, il quale ha anche inciso un bellissimo pensiero della famiglia Caleffi: “Il rimpianto del suo spirito che tanto seppe creare attraverso la solitudine e il dolore è rimasto in quelli che compresero come sino all’ultimo giorno della sua vita egli desiderasse soltanto libertà e amore.” 
 
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Piazza Cavallotti
 
Al termine della Via V. Emanuele II c’è la lunga e triangolare Piazza Cavallotti (già Piazza Nuova) primitivo nucleo abitato di Gualtieri, circondata da strette case a schiera d’impianto tardo medievale che coronavano una antica Chiesa gotica, sostituita dall’attuale Chiesa di Sant’Andrea. Già esistente come Cappella nel IX secolo fu ricostruita completamente tra il 1713 e il 1738 in raffinato stile barocco ed è coperta da una cupola sostenuta da pilastri in stile corinzio, con un ampio coro.
Il pozzo di fronte alla Chiesa ha la forma di un elegante tempietto rinascimentale. A seguito dell’alluvione del 1765 il Duca di Modena impose la chiusura di tutti i pozzi privati per evitare infiltrazioni di acqua sorgiva del Po nell’abitato. Nel 1776 il Comune fece erigere questo pozzo pubblico per sopperire alle necessità degli abitanti del quartiere. 
 
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Museo Antonio Ligabue
 
In Via Giardino, al nr.27, c’è il Museo Antonio Ligabue, il quale è allestito in una delle case dove, per qualche anno, visse e dipinse il grande artista, presso la famiglia Caleffi. Questo Museo privato è gestito e custodito con tanta passione dal Signor Giuseppe Caleffi, la cui famiglia è memore di gran parte della vita del pittore. All’interno è possibile ripercorrere la storia umana ed artistica di Antonio Ligabue, attraverso oggetti che gli sono appartenuti, documenti, riproduzioni delle sue opere ed alcuni quadri autentici. Purtroppo siamo giunti lì all’ora di pranzo e non abbiamo potuto visitarlo. 
 
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Osteria della Merla
 
La visita nel piccolo borgo di Gualtieri è stata piacevolissima e molto interessante, ci hanno conquistato sia l’eleganza dell’abitato sia le opere e la storia dell’artista Antonio Ligabue, e la concludiamo nella stessa via del Museo entrando nell’Osteria della Merla dove, in un ambiente delizioso, gustiamo un ottimo pranzo.
 
Usciti dal ristorante, percorriamo il bellissimo Viale Po, lungo 1.800 metri, fiancheggiato da una suggestiva doppia fila di pioppi cipressini il quale, dal centro di Gualtieri, conduce alla riva destra del Po, dove sostiamo ad ammirare il grande fiume.
Lasciando il borgo e l’artista, portiamo con noi la bellissima immagine di Piazza Bentivoglio e le struggenti e poetiche sensazioni che le opere di Antonio Ligabue hanno suscitato dentro di noi.
 
Per vedere tutte le foto del viaggio visita la nostra Photo gallery.
 
INFORMAZIONI UTILI
 
  • A GUALTIERI abbiamo sostato in Piazza IV Novembre in un parcheggio libero alle coordinate GPS: N44.90521°, E010.63148°. Da qui si raggiunge comodamente, anche per le persone disabili su sedia a rotelle, come il nostro Stefano, la Piazza Bentivoglio e quindi la Fondazione Museo Ligabue ed il centro storico.
  • Tale Museo è accessibile ai disabili in carrozzina mediante una piattaforma elevatrice posta all’ingresso (di fronte al Bar Teatro) e poi un ascensore conduce alle sale espositive, ma per orari, prezzi e quant’altro consulta il relativo sito web.
  • In rete circolano diversi filmati sul grande pittore naif ANTONIO LIGABUE e tra i quali, senza alcuna pretesa, abbiamo scelto di segnalare questi due: uno e due.
  • La Casa Museo Antonio Ligabue si trova a Gualtieri in Via Giardino 27, proprio accanto al ristorante dove abbiamo pranzato ed è gestita dal Signor Giuseppe Caleffi, rintracciabile al Cell. 333-6546098 oppure tramite Email: info@museoligabue.it. Questo Museo, come sopra detto, al nostro arrivo era già chiuso, ma parlando al telefono con il Signor Caleffi si è appreso che la struttura è accessibile ai disabili su sedia a rotelle, ma per saperne di più consulta anche il corrispondente sito web e Facebook.
  • L’Osteria della Merla, dove abbiamo gustato un ottimo pranzo, è accessibile ai disabili in carrozzina e si trova a Gualtieri in Via Giardino 23 - Cell. 320-0511176.
  •  Per maggiori informazioni visita il sito web del Comune di Gualtieri.
  • Nei DINTORNI segnaliamo Brescello, il paesino dei mitici Peppone e Don Camillo, che abbiamo avuto il piacere di visitare nel corso di un precedente viaggio.