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Questo breve itinerario vuole essere un assaggio di una terra ospitale dove ci sono molti luoghi da scoprire. Noi ve la consigliamo in particolare per un fine settimana oppure per le tipiche vacanze di pasqua.

Per chi viene da Nord può' procedere attraverso la strada statale Pontinia (ss148 ) fino al bivio di Cisterna di Latina in località Doganella dove faremo la prima tappa.

Oasi e rovine di Ninfa
IL PARCO DI NINFA a Doganella di Ninfa (Latina)
Una città abbandonata nel 1382 e attraversata dal dolce fiume Ninfa da cui si diramano in rivoli, cascatelle e silenti laghetti.
Entriamo: si ha la sensazione di penetrare nel palazzo della Bella Addormentata nel bosco, in cui porte, arcate, torri e chiese sono ricoperte di clematidi, fiori della passione e rose.
All'inizio del nostro secolo Ninfa era conosciuta come la Pompei del Medioevo, tale era lo stato di abbandono in cui versavano i resti di questa città un tempo ricca e importante per la sua posizione strategica sulla via Appia. Ci volle tutta la passione di Ada Caetani, gentildonna inglese entrata a far parte della famiglia che possedeva la città, poi dei suoi figli e infine di Lelia Caetani per far rivivere questo luogo e trasformarlo in un Eden.
Dal 1976 oasi protetta, gestita dalla Fondazione Caetani insieme con il Fondo mondiale per la natura, ricopre una area di 1800 ettari.
A Ninfa si è conservato tutto ciò che il tempo ha lasciato, senza restaurare i ruderi spesso irriconoscibili, ma mantenendoli come segni del tempo e trasformando la desolazione delle rovine in una quiete di sogno.
Nel parco, fra i ruderi, superbi cipressi si stagliano contro il cielo, piante ornamentali provenienti da ogni continente sono disposte con sapiente armonia cromatica nelle spianate erbose e lungo le rive dei gorgoglianti ruscelli, sovrastati da romantici ponticelli, e dei graziosi laghetti.
Fra questi ultimi meravigliosi i "laghetti delle Magnolie" ornati da piante Magnolia stellata rosea.
Ornano le sponde dei ruscelli, sulle cui acque spesso affiora la Trota stigmatica che si trova solo qui a Ninfa ed in Sardegna proveniente forse da allevamenti romani, meravigliosi esemplari di Gunnera manicata, floridissime calle ed iris di diversa varietà.
L'incantato silenzio, interrotto soltanto dal gorgoglio dell'acqua dei ruscelli e dal canto degli uccelli, ci porta con la mente ai secoli andati, che videro le alterne vicende di Ninfa, soltanto ora risorta, ma sempre ferma nella stessa dimensione del tempo passato.
Non ci sono problemi di parcheggio in quanto c'è un grande spiazzo erboso. Il costo dei biglietti per il pubblico è di EUR 7,50, non poco ma credetemi ne vale la pena. Apertura al pubblico il primo SABATO E DOMENICA del mese da APRILE a OTTOBRE. Inoltre è aperto 3° DOMENICA DI APRILE, MAGGIO, GIUGNO, e la 1° domenica di NOVEMBRE. orario: 9-12* 14.30-18.00
Luglio, Agosto e Settembre: 9-12 * 15-18.
La visita è guidata

A questo punto ci dirigiamo verso la prima Abbazia, che visiteremo,la strada è da Latina si prosegue per Sezze, da Sezze in direzione Sermoneta dove una segnaletica conduce verso, l'ABBAZIA DI VALVISCIOLO, (XII sec.), uno dei primi esempi di gotico-cistercense, costruita con pietra calcarea locale.
Accanto alla Chiesa e' il piu' grande monastero con chiostro quadrato duecentesco. Anche qui un comodo parcheggio nessun problema per parcheggiare i nostri camper.
La tappa successiva di questo itinerario, è a 3 km è il castello e borgo di Sermoneta.
Il paese è molto gradevole con numerosi accenni storici, arroccata sulla vetta del colle, con le rampe delle scalette arrampicatesi per le viuzze tortuose, Sernoneta si mostra al visitatore in tutta la sua bellezza di intatto borgo medievale.
Sermoneta è un insediamento di origine medievale munito di mura, con torri semicilindriche ed un grandioso e ben conservato castello. Nel XII secolo Sermoneta appartenne alla Chiesa; nel 1222 fu feudo degli Annibaldi e nel 1297 fu acquistata dai Caetani che ne rimasero definitivamente proprietari.
Il Castello Caetani è uno dei più noti esempi di architettura difensiva del Lazio; iniziato probabilmente nell' XI secolo, si presenta all'esterno con una complessa serie di baluardi e di camminamenti che si appoggiano al grandioso nucleo centrale disposto intorno ad una corte con pozzo.
Strutturalmente si compone di un mastio con notevole torre del secolo XIII, di una costruzione del 1400 e di una casa fortificata (Casa del Cardinale).
Nell'interno, che conserva in parte gli arredi medievali, si segnalano per interesse due stanze (Stanze Pinte) affrescate forse da un allievo della scuola del Pinturicchio, il lungo corridoio detto la Grande Batteria e le immense scuderie. Sono ignoti i primi architetti del complesso, mentre è certo che gli ampliamenti, durante la breve dominazione dei Borgia, furono affidati ad un grande progettista militare: Antonio da Sangallo il Vecchio, che aveva già ideato le rocche di Nettuno, Civita Castellana e Nepi.
Poche metri prima del castello troverete sulla destra un piccolo forno dove ancora si fanno dei dolcetti molto buono che noi consigliamo.
Per la sosta c'è un ampio parcheggio sterrato all'esterno del paese comunque poche centinaia di metri dal centro, noi ci abbiamo anche sostato di notte in assoluta tranquillità con più equipaggi.
Lasciata Sermoneta la nostra prossima tappa e quella di un'abbazia benedettina di Fossanova siamo nella zona di S. Tommaso D'Aquino.

ABBAZIA DI FOSSANOVA
A pochi chilometri da Priverno s'innalza imponente l'Abbazia di Fossanova, primo esempio di arte gotico - cistercense in Italia. Costruita sui ruderi di un'antica villa romana, fu dapprima monastero benedettino risalente all'VIII-IX sec. e poi complesso monastico interamente costruito nelle magnifiche forme cistercensi nel XII sec. Consacrata nel 1208 da Innocenzio III, l'Abbazia visse tra il XII e il XIV sec. il suo periodo più florido. Lo stesso San Tommaso d'Aquino scelse questo luogo per riposarsi durante un suo lungo viaggio e qui vi morì nel 1274. Dopo un periodo di decadenza l'Abbazia di Fossanova venne dichiarata nel 1874 Monumento Nazionale ed oggi la possiamo ammirare in tutta la sua magnificenza. La facciata presenta un ricco portale con arco a sesto acuto ed uno splendido rosone, costituito da ventiquattro colonnine geminate. La Chiesa e gli edifici che la circondano sono di una semplicità sconcertante eccetto la sala capitolare, aggraziata dalle volte a crociera, ed un lato del chiostro caratterizzato da un'alternanza di colonnine lisce, tortili ed intagliate. La pianta della Chiesa, a croce latina, è a tre navate scandite da un susseguirsi di archi ogivali insistenti su pilastri.
L'interno è privo di decorazioni, proprio dello stile semplice e austero dell'arte cistercense, voluto anche S. Bernardo di Chiaravalle il quale criticava la sontuosità di alcuni monasteri dicendo che questa distoglieva l'attenzione dai libri e dalla meditazione di Dio. Dalla Chiesa, attraversando la porta dei coristi, si accede al chiostro, centro della vita monastica, dal quale sono raggiungibili tutte le dipendenze dell'Abbazia: sala capitolare, dormitori, refettorio, cucina. Percorrendo l'ambulacro di uscita per il giardino esterno, si giunge alla Foresteria e alla stanza di S. Tommaso.
Molto bello il borgo Medievale, con piccoli negozietti artigianali.
Per la sosta non c'è problema c'è un grande parcheggio dietro l'abbazia, dove abbiamo anche sostato per la notte.
A questo punto ci dirigiamo verso Sabaudia, per visitare il parco nazionale del Circeo, anche qui ci sono diverse attrattive Cominciamo subito dal centro visite dove un' ampio parcheggio ci consente la sosta, c'è un'area picnic attrezzata con tavoli, nel parco non è possibile pernottare.
Inoltre è possibile visitare un piccolo museo che descrive la storia del parco.
Per la sosta a Sabaudia c'è un comodo ma piccolo parcheggio prima del ponte, di fronte ai circolo canottieri della marina militare.
Questa gita potrà finire in bellezza sulle dune del lungomare di Sabaudia (a pagamento nei mesi estivi), dove anche Ulisse con il suo equipaggio rimase affascinato dalla maga Circe.
Molto bella la spiaggia di Sabaudia. Per finire non dimenticate che siete nella zona dove si producono delle ottime mozzarelle di bufala non perdete questa occasione.