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Salento: “lu sule, lu mare, lu ientu: questo è lo slogan che si trova sulla simpatica maglietta in vendita nei negozi di Otranto, e in tre parole sintetizza la bellezza, lo spettacolo della natura, i luoghi, i sapori, i profumi e la gente di questa terra meravigliosa.
Equipaggio: Roberto 49 anni, Grazia 47, Beatrice 17, Greta 10 e Spillo un cane meticcio di un anno
Veicolo: Rimor trimarano 1900 turbodiesel del 1992 mansardato
Km percorsi: da Prato, toscana, andata e ritorno km.2520
Spese: gasolio circa 500 euro, A/A 250 circa
Periodo: dal 12/07/2008 al 01/08/2008

Il mio racconto non vuole essere un resoconto di chilometri, date e percorrenze; il viaggio ognuno se lo crea e se lo svolge come meglio crede, in base alle proprie esigenze e gusti, in rapporto ai componenti dell'equipaggio e della loro età e alla voglia di conoscenza o meno.
 
Premesso ciò, dopo settimane e settimane di scambi di pareri, ipotesi,soluzioni vagliate più o meno a lungo, itinerari proposti e quant'altro, decidiamo di comune accordo tra le parti (tra me, mia moglie e le due figlie di 10 e 17 anni) di girare la prua del camper in direzione Puglia e più precisamente la Provincia di Lecce, detta penisola salentina.
 
L'intenzione è quella di vedere il mare di laggiù in fondo il Tacco d'Italia, ma non escludiamo anche qualche diversivo sulle città d'arte e sull'interno della campagna leccese, temperature permettendo.
 
Dopo 2 tappe nelle Marche e a Monopoli (scelte accuratamente fra Baia dei gabbiani a Lido di Fermo e Lido Millenium a Monopoli) per potersi riposare dallo strapazzo del viaggio, abbiamo iniziato la discesa della costa adriatica prendendo spunto da vari articoli apparsi su riviste, guide del salento e diari di bordo scaricati dal web.
 
La particolarità dei luoghi non è facile da descrivere a parole né tantomeno le immagini rendono giustizia: S. Foca, Torre dell'Orso e S. Andrea con le loro scogliere di falesia e le due sorelle in mezzo al mare, fanno ricordare nelle giornate di vento grecale, la Normandia e sono facilmente godibili dal camperista dal punto di vista degli approdi.
 
Ad Otranto ci siamo fermati al tanto rammentato Agriturismo Fontanelle, che non ha deluso le aspettative, anzi da quanto ci è piaciuto il contesto in cui è inserito, ci siamo ritornati a tappa intermedia, (perchè il salento è percorribile da strade interne coast-to coast) anche perchè la figlia maggiore aveva amicizie sbocciate in loco da salutare; in questa stupenda pineta immersa in un silenzio e fresco con canto di cicale pressoché continuo tutto il giorno, sfocia  su "un mare che ti lascia senza fiato" come mi aveva detto una collega di lavoro  e che così è stata l'impressione di Baia dei Turchi.
 
Pochi Km. più avanti troviamo un venerdì sera Porto Badisco con la sua insenatura dove si dica sia approdato Enea, con la pizzeria che porta questo nome, dove per pizza da asporto, significa che te la portano al camper con il piatto con anche qui un mare che sott'acqua ti lascia senza parole; il viaggio continua con il fiordo del Ciolo, dopo la grotta Zinzulusa e Castro, per girare su S. Maria di Leuca oltrepassando gli svariati paesini,dove i due mari si uniscono tra il blu e l'azzurro: intravediamo le Maldive salentine ( Torre Pali e dintorni), che non offrono opportunità di sosta libera notturna, ma tollerata di giorno, per cui evitando le multe opto per la sosta a Torre Mozza.... e poi Gallipoli con Lido Conchiglie e il ristorante Maruzzella, del quale ho conservato incredulo il conto da mostrare agli amici (66 euro in 4) e S. Maria al Bagno con le sue 4 torri sul mare e le piscine naturali dove sgorgano polle di acqua dolce (un aspetto un po’ comune in tutta la zona) e la zona marina protetta di Porto Cesareo, con Porto Selvaggio e Torre Uzzullo con in mezzo S. Isidoro con la sua torre sul mare che ci ha ospitato tranquillamente per 3/4 giorni in fasi alterne, senza tanti problemi, in compagnia di altri camper.
 
Risalendo la costa ionica, ciliegina sulla torta, sorpresa finale, ecco Punta Prosciutto ancora rimasta sul selvaggio dal punto di vista della ricettività dei camper, ma con una spiaggia e una scogliera, da far invidia a posti esotici ben più famosi, dove lì abbiamo consumato la nostra attività di snorkelisti, affascinati ad ogni uscita dalla bellezza dei fondali.
 
Nel mezzo a tanta bellezza abbiamo inserito, per spezzare un po’ la vita di mare, visite a Lecce, Otranto, Gallipoli, alla campagna interna con la sua terra rossa e gli ulivi secolari,ai vigneti del Negroamaro e del Primitivo.
 
Ma quello che affascina di più del Salento è il calore, la gentilezza, la disponibilità, al familiarità e l'amicizia dei salentini, che ti offrono spontaneamente tutto ciò che hanno; far le gastronomie da non perdere le pucce con le olive e i pomodori, la pizza pugliese, i maritati, i taralli, trofìe, orecchiette, senza dimenticare il loro pane, vino e olio la frutta la verdura e il pesce, tanto pesce.
 
Nel ritorno abbiamo scelto i  Sassi di Matera e Casteldelmonte … ma questa è un'altra storia

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